LA RETE CIVICA SPORTIVA FRIULANA

La vigilia del ‘compleanno’ della Patrie dal Friûl, ospiti nello scenario suggestivo della Sala Talotti dello Stadio Friuli, alcune fra le più importanti ed identitarie società sportive regionali hanno annunciato la costituzione della RÊT CIVICHE/SPORTIVE FURLANE (rete civica sportiva friulana), progetto che ha come obiettivo quello di riunire diverse associazioni sportive e gruppi del territorio assieme a realtà culturali aventi come tratto d’unione il riconoscersi in un’identità friulana forte e nella difesa della lingua.

La rete, idea iniziale dell’Associazion Sportive Furlane, prende le mosse con finalità civiche e non politiche, vuole permettere di accomunare intenti e comunicazione, possibilmente bilingue, con la consapevolezza di voler condividere la ricchezza del friulano ed impedire il rischio di lasciarlo svanire.

Le società coinvolte sono:

  • UEB Cividale 
  • Madracs Udine 
  • Volley Talmassons 
  • Rugby Udine 
  • ASU 1875
  • Cjarlins Muzane calcio
  • Academie dal Friûl 

Dopo il cappello introduttivo del presidente dell’ Associazione, Daniele Puntel, ha preso la parola Gabriele Violino, che ha spiegato il senso di parlare di Friuli e di friulano in un mondo globalizzato come il nostro. A tal proposito ha citato il prof. Pellizzari, il quale  in un suo libro parla di ‘memoria come mezzo in grado di cambiare il futuro, come scelta, come faticoso progetto di unione. Sarebbe bello eleggere il Friuli come terra di mediazione culturale e linguistica in cui questa rete si porrebbe come portavoce di una cultura, quella friulana e non solo, che accoglie le altre comunità tutelando la propria storia. Progetto ambizioso, che richiede un dialogo, una comunione di intenti fra i componenti della rete che permetta al Friuli, conosciuto storicamente come crocevia di popoli e di identità, di rimanere centrale.’

Primo ospite ad intervenire è stato Davide Micalich, presidente della UEB Gesteco Cividale, società di basket di A2, il quale ha spiegato come ‘il Friuli ti entra dentro; mi sono quasi sentito costretto, nel 2020 in pieno periodo COVID-19, a impostare un progetto il quale, non a caso, veste il giallo ed il blu. In cinque anni questo progetto è diventato, a suo modo, identitario tanto da portare la settimana scorsa tre ciclisti dal Friuli a Brindisi e cinquanta tifosi che portano i colori friulani in giro per l’Italia‘. Vittoria e sconfitta sono cose importanti ma l’obiettivo principale del progetto è l’aggregazione, con l’idea di arrivare il più in alto possibile senza perdere di vista l’identità. ‘Fuarce Friûl e forza Aquile di Cividale‘.

A seguire è intervenuto Gianni De Paoli, direttore sportivo della CDA Volley Talmassons (intervenuto assieme al presidente Cattelan e signora) che ha ribadito come ‘per il nostro gruppo ‘qualsiasi iniziativa che possa promuovere il territorio è fondamentale. Abbiamo acquisito una grande esperienza durante l’anno in massima serie; di ciò faremo tesoro per provare a tornarci. Talmassons è un paese di 4000 abitanti ma il Friuli, territorio molto più ampio, può trarre gran vantaggio da iniziative di rete come questa’.

Terzo sportivo a parlare Ivan Minigutti in rappresentanza dei Madracs, società che promuove il powerchair hockey: ‘per andare lontano bisogna partire da qualche parte: facendo base sulla nostra identità friulana adesso giriamo l’Italia e non solo, imparando tanto ma altresì insegnando a fare le cose come si deve ma soprattutto a stare insieme nella maniera migliore. Abbiamo iniziato con un gruppo tutto friulano, oggi abbiamo anche giocatori di estrazione diversa. Due ragazzi vengono da Zurigo e ci hanno confermato come con noi hanno trovato una seconda casa.’ Minigutti ha poi ricordato che il 17 maggio presso il parco Ardito Desio ci sarà l’VIII edizione della ’17 per un’ora’.

A seguire Andrea Cainero del Rugby Udine, che dal padre ha di certo colto l’essenza stessa della condivisione e del ‘fare sistema’; ‘esprimendo la mia felicità nell’essere stato coinvolto in questa iniziativa, a cui ho subito e con convinzione aderito, credo di poter contribuire portando l’idea di mio padre, basata sul <fare squadra>; spesso nemmeno noi friulani conosciamo bene il nostro teerritorio, questa rete può aiutare i nostri corregionali ma anche e soprattutto chi viene da fuori a conoscere e divulgare i nostri princìpi. Ognuno con la propria disciplina, ognuno con le proprie capacità, possiamo diventare determinanti nel riportare anche il’ex provincia di Udine, accanto a Pordenone, Gorizia e Trieste le quali per diverse ragioni contano di più, in primo piano sul palcoscenico culturale. Da qualche mese sto lavorando in maniera intensa con il Rugby Udine, nato nel 1928, per far crescere il progetto nella maniera migliore. Questa iniziativa, come tutte le sinergie, può aiutare tutte le anime coinvolte a crescere. Chiudo dicendo che la nostra squadra, composta quasi interamente da friulani, è stata promossa dalla serie C alla serie B l’anno scorso mantenendo quest’anno la categoria; al termine delle partite i nostri giocatori cantano l’orgoglio di essere friulani. Mandi a duç!

Alessandro Nutta, in rappresentanza dell’ASU 1875, ringrazia Daniele Puntel per l’iniziativa: ‘mi riallaccio a quanto sosteneva Andrea Cainero per quanto riguarda il diverso peso culturale di altre ex province regionali; nello sport, però, il Friuli si fa valere, da Mara Navarrìa in poi. L’ASU annovera circa 1200 tesserati, in gran parte molto giovani; la società cerca di trasmettere giusti valori, cosa che riesce bene anche con le nuove generazioni grazie ad un mezzo, lo sport, particolarmente indicato. Scherma, ginnastica artistica e ritmica richiedono molta fatica per l’ottenimento di risultati: cosa c’è di più friulano di questo? In qualsiasi manifestazione portiamo sempre la bandiera friulana, ritratta con i nostri ragazzi in qualsiasi manifestazione alla quale partecipiamo. Già al nostro interno facciamo rete, unica maniera per poter ottenere risultati, motivo per il quale abbiamo aderito con entusiasmo a questo progetto.’

Lo segue Gianluca Canzian, segretario del Cjarlins-Muzane calcio. Puntel sottolinea come quest’anno il Cjarlins-Muzane abbia in squadra qualche friulano in più. ‘Porto i saluti della famiglia Zanutta, che incarna il senso della friulanità e vuole trasmetterlo a dirigenti e giocatori. Non è facile passare costanza, dedizione, senso del lavoro in settimana e nelle partite; quest’anno qualche giocatore locale in più ha aiutato ad assimilare l’essere friulani nel gruppo-squadra. La comunicazione bilingue può portare anche i più giovani a conoscere e magari riconoscersi in un’identità unica’.

Chiude Alberto Travain in rappresentanza dell’Academie dal Friul: ‘mi sono imbarcato in questa impresa per chiamata di un tramite fra cultura e sport, Victor Tosoratti, friulano di lingua e di testa. Approfitto per fare i miei complimenti a Gabriele Violino, che ha basato il suo intervento sulla differenza fra ricordi e memoria: quest’ultima permette alla nostra vita di non risultare inutile per le prossime generazioni.

Sono felice di questa prospettiva di collaborazione: nello sport molte persone, molte società mettono impegno e capacità, senza un fronte comune. La rete deve diventare una proposta comune di comunicazione che possa portare avanti il messaggio, la memoria, la vita quotidiana del nostro territorio. Le nostre radici devono rivivere attraverso il messaggio che dobbiamo, tutti assieme, offrire durante le nostre iniziative: ricordi e vestigia che diventino memoria, da passare ai non-friulani: ad iniziare dalla nostra lingua. 

Per evitare, nel rispetto del prlurilinguismo, che il friulano si estingua per ‘buona educazione’ verso la lingua nazionale’.

Chiudendo l’incontro, Puntel ribadisce che queste sono solo le prime società che hanno aderito: l’invito è esteso a qualsiasi società, ente, organizzazione che si senta rappresentata da questa iniziativa.

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